<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[SPUNTIni]]></title><description><![CDATA[Spunti di riflessione sul mondo del food a piccoli morsi.]]></description><link>https://clarapellegrino.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LWpg!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcaa172e5-1932-4632-a1af-08f08a6ff451_500x500.png</url><title>SPUNTIni</title><link>https://clarapellegrino.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 17:38:28 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://clarapellegrino.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Clara Pellegrino]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[clarapellegrino@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[clarapellegrino@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Clara Pellegrino]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Clara Pellegrino]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[clarapellegrino@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[clarapellegrino@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Clara Pellegrino]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Gli ultimi romantici. I ristoratori che non cedono al doppio turno]]></title><description><![CDATA[La strategia pi&#249; grossolana della ristorazione.]]></description><link>https://clarapellegrino.substack.com/p/gli-ultimi-romantici-i-ristoratori</link><guid isPermaLink="false">https://clarapellegrino.substack.com/p/gli-ultimi-romantici-i-ristoratori</guid><dc:creator><![CDATA[Clara Pellegrino]]></dc:creator><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 06:01:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c74b3a00-b85f-4568-8e34-663305944720_593x442.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; di tempo fa ho prenotato un tavolo in una pizzeria del Sud pontino attraverso la loro piattaforma di prenotazione online. Niente di sconvolgente fin qua, se non fosse che durante la procedura mi arriva un messaggio automatico che, in tono furbescamente cortese, mi avvisa che il sabato sera si d&#224; la possibilit&#224; di occupare il tavolo per un tempo limitato di un&#8217;ora e mezza. La motivazione millanta di offrire all&#8217;utente un&#8217;esperienza migliore, accontentando il maggior numero di clienti desiderosi di mangiare in tempo record una bella pizza e magari qualche fritto. Insomma, una sorta di Man versus Food (i millenials apprezzeranno la reference).</p><p>Leggendo il messaggio la prima cosa che ho pensato &#232; stata che non ci sarei mai andata di sabato (quando ho prenotato era per un giorno infrasettimanale). La seconda &#232; stata: come si pu&#242; pensare di sembrare credibili agli occhi di un cliente dicendo di agevolare la sua permanenza concedendogli di mangiare in uno slot di tempo cos&#236; ristretto.</p><p>C&#8217;&#232; da dire che la pizzeria in questione &#232; molto quotata sul territorio, offre un prodotto di indiscutibile qualit&#224; e vanta traguardi e riconoscimenti importanti. Quindi, per citare un noto conduttore degli anni &#8217;90, la domanda mi &#232; sorta spontanea: perch&#233; un locale del genere rischia di posizionarsi sul mercato come un fast food?</p><p>Non intendo demonizzare questa strategia. Anzi &#232; una scelta comprensibile se consideriamo le difficolt&#224; in cui versa il mondo della ristorazione e gli oneri a cui il ristoratore deve adempiere: le spese delle materie prime, le utenze, l&#8217;affitto o la rata del mutuo, lo stipendio dei dipendenti ecc.. Approfittare del giorno pi&#249; remunerativo della settimana per turnare i tavoli appare sicuramente un&#8217;idea vincente dal punto di vista del fatturato. Ma ne vale davvero la pena se il pegno da pagare &#232; quello di mettere in pericolo l&#8217;identit&#224; del locale?</p><p>Non giriamoci intorno, il turn over del tavolo fa scattare nella mente del cliente l&#8217;idea che dovr&#224; mangiare di fretta, che la sala sar&#224; affollata e che il servizio sar&#224; sbrigativo. Per non parlare del dubbio che quello che gli sar&#224; servito non verr&#224; preparato con la stessa cura di un giorno normale.</p><p>Insomma, il concetto dei grandi numeri riporta a un&#8217;idea di grossolanit&#224;, sia in relazione al servizio che al prodotto offerto. Chiedere al cliente di apprezzare la complessit&#224; di un piatto in un&#8217;ora e mezza &#232; paradossale e, a mio avviso, controproducente poich&#233; svaluta il lavoro e la posizione sul mercato del locale.</p><p>Quando dietro l&#8217;idea di un piatto c&#8217;&#232; la ricerca delle materie prime, la sperimentazione, lo studio, un team di professionisti e un&#8217;idea originale, il tempo dedicato alla sua degustazione dovrebbe essere direttamente proporzionale al suo valore, non certo una rincorsa all&#8217;ultimo morso.</p><p>Ma quindi, si possono incrementare i guadagni senza cadere in espedienti dozzinali come il turno over dei tavoli? S&#236;, con la fidelizzazione del cliente che si mette in pratica anteponendo il suo benessere a quello del proprio portafoglio. Un cliente fidelizzato risulter&#224; sicuramente pi&#249; redditizio di 10 clienti di passaggio che magari, non conoscendo gli standard del ristorante, alla prima mossa sbagliata lo ripagano con una recensione negativa.</p><p>E poi diciamocelo, non si va certo a mangiare fuori per la semplice necessit&#224; di colmare lo stomaco. Secondo una ricerca sviluppata da Bain &amp; Company Italia in collaborazione con Fipe-Confcommercio, pubblicata in occasione del Rapporto annuale 2025 sulla ristorazione, gli italiani vedono il ristorante come un posto di aggregazione e socializzazione. In un anno, la percentuale di italiani che desidera aumentare le uscite &#232; salita dal 65% al 70%, mentre la frequenza delle cene al ristorante &#232; passata dal 35% al 42%. Tornare a trattare il mondo della ristorazione con un approccio pi&#249; romantico e meno metodico sar&#224; forse la chiave per avere clienti felici e soddisfatti? Parliamone nei commenti! </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://clarapellegrino.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto SPUNTIni! 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Non perdiamo tempo a trovarci nuovi prototipi di uomini problematici con atteggiamenti disfunzionali, vero colleghe? Nemmeno in gita ai mercatini di Natale riusciamo a stare tranquille, ch&#233; appena ci si presenta davanti un essere con le corna, il pallor mortis, la lingua arrotolata di fuori e l&#8217;espressione demoniaca ci vengono gli occhi a cuoricino e non capiamo pi&#249; niente. </p><p>Na, na, na &#232; inutile che neghiate, vi ho viste su Tik Tok mentre flirtavate ostentando sicurezza in preda a un&#8217;ondata di eccitazione per il malessere dal piede caprino. Caspita, siamo cos&#236; brave a sabotarci che, con la nostra immaginazione perversa, riusciamo a trasformare anche un personaggio folkloristico rivoltante come il <strong>Krampus </strong>in un uomo dal fascino misterioso, e magari anche dalle straordinarie doti amatorie.</p><h3>Piccola parentesi sui Krampus</h3><p>Per chi non sapesse chi sono i Krampus, sto parlando di quelle figure demoniache del folklore nordico presenti soprattutto in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, ma anche in Austria, Baviera, Slovenia e Croazia, che sfilano il 5 dicembre durante la festa di San Nicola. Si narra che il vescovo Nicola, sconfitto il demone, lo obblig&#242; a servirlo e a punire i bambini cattivi. Durante la processione, infatti, i Krampus menano a suon di cinghiate e fascine di legno i bambini che durante l&#8217;anno hanno fatto i cattivi, mentre il Santo distribuisce dolciumi a quelli buoni.</p><h2>Il malessere 4.0 che vive tra le montagne</h2><p>Ma torniamo alle cose serie. La domanda che mi sono fatta &#232;: <strong>perch&#233; i Krampus sono diventati virali su Tik Tok?</strong> Da una prima analisi la colpa (si scherza!) sarebbe da attribuire alla fascia delle utenti che va dai 25 ai 34 anni, o gi&#249; di l&#236;. Queste sembrano quelle pi&#249; esposte al fascino maledetto di esseri che presentano conformazioni animalesche e attitudini mefistofeliche. Ma non &#232; un caso che queste caratteristiche esercitino tale appeal proprio su una specifica categoria di donne.</p><p>Chi di questa generazione non ricorda la Bella e la Bestia, fiaba che ha segnato l&#8217;infanzia dei nati negli anni &#8216;80 (presente!)? Bella, all&#8217;inizio spaventata ma decisa a salvare il padre prigioniero nel castello della Bestia, con la sua sensibilit&#224; riesce a scongelare il suo cuore di pietra e, grazie a lei, il principe pu&#242; riprendere le sue sembianze umane. Troviamo un&#8217;altra Bella nella saga di Twilight uscita nel 2008 e, anche qui, la protagonista si dona al vampiro diventando anch&#8217;essa una succhia sangue per non separarsi mai pi&#249; dal suo amore diafano.</p><p>Come al solito, insomma, le donne danno tutte loro stesse a questi uomini che a volte sbagliano e a volte non sono altro che loro stessi, che ci possono fare. Ma con il Krampus l&#8217;asticella si alza. Lui non ha alcuna intenzione di redimersi, e non &#232; neanche il tipo che ti dice <em>&#8220;eh sono fatto cos&#236;&#8221;, </em>o quello che ti ghosta dopo averti fatto conoscere tutta la famiglia incoronata. Qui si va proprio su un altro genere, una nicchia riservata alle amanti del proibito. Non per scomodare Jung, ma se trasliamo nella vita reale la definizione di occulto che dava lo psichiatra svizzero, cio&#232; manifestazioni dell&#8217;inconscio collettivo e dei suoi archetipi, &#232; facile arrivare alla conclusione che noi donne ci stiamo avviando verso l&#8217;ennesimo step evolutivo per non soccombere alle dinamiche, a volte diaboliche, delle relazioni affettive.</p><p>Ed ecco la conclusione a cui sono giunta: forse questi Krampus non sono cos&#236; malesseri come sembrano. Estrapolando il pensiero di Jung e semplificandolo al massimo, se integriamo gli archetipi e rendiamo reale e tangibile la parte pi&#249; oscura, l&#8217;ombra, l&#8217;inconscio, ci avviciniamo al processo di individualizzazione personale. In questo caso, quando vediamo una donna abbracciare un Krampus, vediamo abbracciare - anche in senso lato - la parte pi&#249; oscura del S&#233; che ha represso, completandosi.</p><p>&#8230; Ok poi c&#8217;&#232; chi lo fa per il mero piacere di sembrare trasgressiva e seguire il trend, ma fatemi fantasticare, d&#8217;altronde le newsletter non servono anche a questo?</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://clarapellegrino.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Se vuoi leggere altre divagazioni su temi a caso iscriviti gratuitamente a SPUNTIni!</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I weekend di novembre alla scoperta dell'olio novello ]]></title><description><![CDATA[Esperienze e degustazioni da fare nella provincia di Latina.]]></description><link>https://clarapellegrino.substack.com/p/i-weekend-di-novembre-alla-scoperta</link><guid isPermaLink="false">https://clarapellegrino.substack.com/p/i-weekend-di-novembre-alla-scoperta</guid><dc:creator><![CDATA[Clara Pellegrino]]></dc:creator><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 13:05:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3e400850-03d6-47af-98be-2d0c9ff295a7_1200x1600.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Novembre &#232; il mese dell&#8217;olio novello, profumato, piccantino e dall&#8217;inconfondibile verde brillante. In provincia di Latina, alcune aziende agricole del Sud Pontino, insieme all&#8217;associazione CAPOL di Latina, hanno organizzato interessanti incontri rivolti agli operatori del settore olivicolo, ma anche agli appassionati e ai golosi dell&#8217;oro verde.</p><p>Ecco il calendario con tutte le esperienze.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://clarapellegrino.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2>Camminata tra gli olivi</h2><p><strong>DOMENICA 9 NOVEMBRE </strong></p><p>Presso la <strong>Masseria Zenobio</strong>, sulle colline di Minturno (LT), si terr&#224; dalle 9.00 alle 13.00 un incontro gratuito sulla gestione dell&#8217;oliveto. La partecipazione &#232; aperta a tutti gli olivicoltori, i tecnici, gli operatori del settore e gli appassionati. Durante la mattinata si affronteranno i temi della difesa dell&#8217;olivo dalle principali problematiche, come mosca, batteriosi e malattie funginee. A seguire una lezione teorico - pratica di potatura. </p><p>Si potr&#224; anche assaggiare l&#8217;olio novello con il presidente Capol Luigi Centauri che spiegher&#224; come riconoscere un olio di qualit&#224;.</p><p>Per maggiori informazioni potete consultare la pagina Instagram di Masseria Zenobio.</p><p>Link al sito: https://masseriazenobio.it/it_it/</p><h2>Oleoturismo nel Golfo di Gaeta</h2><p><strong>SABATO 22 NOVEMBRE </strong></p><p>A <strong>Itri</strong> (LT), dalle 9.30, presso l&#8217;<strong>azienda Silvae</strong>, si potr&#224; partecipare alla visita guidata del ciclo di coltivazione e produzione delle olive. A seguire, degustazione guidata dell&#8217;olio DOP Colline Pontine.</p><p>Alle 11.30, presso l&#8217;azienda <strong>Terre del Sovescio</strong> ci sar&#224; la visita guidata alla scoperta della produzione delle olive e dei prodotti della biodiversit&#224; locale. Pranzo a sacco.</p><p>Alle 15.30, presso il <strong>frantoio Genesio Mancini</strong>, si potr&#224; assistere alla produzione dell&#8217;olio evo e partecipare al laboratorio su come conservare correttamente l&#8217;olio con una degustazione guidata dell&#8217;olio monovarietale di Itrana.</p><p>A <strong>Castelforte</strong> (LT), alle 9.30, presso la <strong>Tenuta di Ponio</strong>, si potr&#224; partecipare alla visita guidata del ciclo di coltivazione e produzione delle olive e dell&#8217;olio evo. La mattinata si conclude con un buffet di piatti tipici che vedr&#224; protagonisti l&#8217;olio e l&#8217;oliva da tavola itrana bianca.</p><p>Alle 14.30, presso l&#8217;<strong>azienda agricola bio Colle Siola</strong>, ci saranno laboratori e attivit&#224; didattiche su come conservare correttamente e utilizzare l&#8217;olio evo in cucina. A seguire, una degustazione dei prodotti tipici dei Monti Aurunci.</p><p><strong>DOMENICA 23 NOVEMBRE</strong></p><p>A <strong>Formia</strong> (LT), alle 9.30, presso l&#8217;<strong>Azienda di Letizia e Michele</strong> ci sar&#224; una visita guidata del ciclo di coltivazione e produzione delle olive con degustazione di olio evo monovarietale di Itrana.</p><p>A <strong>Gaeta</strong> (LT), alle 9.30, presso l&#8217;<strong>Azienda Cosmo Di Russo</strong> si potr&#224; partecipare alla fase di raccolta delle olive. A seguire, una degustazione guidata dell&#8217;olio DOP Colline Pontine e merenda con i prodotti tipici locali.</p><p>A <strong>Minturno</strong>, alle 11.30, presso la <strong>Masseria Zenobio</strong> si potr&#224; visitare l&#8217;antico casale e il frantoio del &#8216;700. Si potr&#224; partecipare anche a laboratori e attivit&#224; didattiche e al seminario sull&#8217;oleoturismo, per finire con una degustazione di prodotti tipici locali accompagnati dall&#8217;olio DOP Colline Pontine. </p><p>A <strong>Itri</strong>, alle 14.30, presso il <strong>Frantoio Societ&#224; Cooperativa UNAGRI </strong>si potr&#224; fare un&#8217;esperienza diretta del processo di produzione dell&#8217;olio evo. Seguir&#224; una degustazione guidata dell&#8217;olio e delle olive da tavola Gaeta DOP e Itrana bianca e del piatto tipico itrano della pasta con le olive.</p><p>Per informazioni: 329 8120593</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://clarapellegrino.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto SPUNTIni! 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Ma se in realt&#224; si rivelasse controproducente?]]></description><link>https://clarapellegrino.substack.com/p/natale-2025-perche-finiremo-per-odiare</link><guid isPermaLink="false">https://clarapellegrino.substack.com/p/natale-2025-perche-finiremo-per-odiare</guid><dc:creator><![CDATA[Clara Pellegrino]]></dc:creator><pubDate>Sun, 02 Nov 2025 16:06:51 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2d54c2f6-d1c6-4a78-bf05-afdca9eedddc_766x766.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ti sei accorto anche tu che ogni anno il Natale arriva sempre prima? Non la data ovviamente, ma tutte le manifestazioni celebrative connesse, come l&#8217;installazione delle decorazioni e gli eventi annessi. Ad esempio, io vivo in una citt&#224; del basso Lazio dove da novembre si inaugurano le ormai celebri luminarie, e ti posso dire che ascoltare per strada <em>Jingle Bell</em> con 25 gradi all&#8217;ombra &#232; davvero strano. Purtroppo ho notato che la stessa cosa sta succedendo con il panettone. Non so te, ma &#232; da inizio ottobre che vedo panettoni spuntare su Instagram. Anzi posso giurare che questa estate mi sia apparsa sui social anche una pubblicit&#224; del prodotto natalizio per eccellenza declinato in versione estiva. Cos&#236; mi sono chiesta: dopo il pistacchio, dopo il caramello salato, sar&#224; forse il panettone il prossimo prodotto di cui ci stancheremo presto? Chiss&#224;! Intanto ho dedicato una riflessione su come il Natale e il panettone stiano diventando vittime della destagionalizzazione selvaggia.</p><h2>La destagionalizzazione del Natale ci sta rubando la magia </h2><p>Il fenomeno della destagionalizzazione del Natale, e di tutto ci&#242; che vi ruota attorno, ci sta facendo perdere la bellezza di vivere e mangiare le cose nel periodo in cui bisognerebbe farlo. Perch&#233; poi, quando arriva davvero il momento, siamo gi&#224; stufi, pieni, assuefatti. Sta accadendo con il fenomeno nazionale delle luminarie e c&#8217;&#232; il rischio che accada anche con il panettone. </p><p>Intorno a questo prodotto, infatti, si sta provando a costruire un grande progetto di destagionalizzazione, un po&#8217; come tutto quello che ha a che fare con il Natale. Questa festivit&#224;, in effetti, tra tutte quelle esistenti in Occidente, &#232; quella che pi&#249; di altre traina il settore dei consumi. Una dimostrazione lampante sono proprio le famosissime luminarie - un must che ormai coinvolge tutta l&#8217;Italia, da nord a sud - che danno il via al periodo pi&#249; luccicante dell&#8217;anno da novembre a gennaio. Agli albori del fenomeno venivano accompagnate dall&#8217;aggettivo <em><strong>natalizie</strong></em>, mentre adesso il pi&#249; delle volte viene omesso. Il motivo potrebbe essere quello di evitare di limitare la durata dell&#8217;evento a poche settimane e quindi richiamare pi&#249; persone durante tutti e tre i mesi. In effetti, c&#8217;&#232; ben poco di natalizio nelle installazioni che invadono le strade delle citt&#224;. Pinguini, pesci, animali preistorici, navicelle spaziali, galeoni sono solo alcune delle installazioni luminose che si insinuano nel contesto urbano di molti paesi italiani.</p><p>Parallelamente, anche dal punto di vista gastronomico si sta iniziando a percorrere questa strada anticipando la produzione dei panettoni, o addirittura rendendoli reperibili per tutto l&#8217;anno. Ne &#232; un esempio il format<em><strong> Panettone Pop</strong></em>, ideato da Emanuele Giordano, fondatore della kermesse Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro. L&#8217;iniziativa ha come scopo quello di promuovere il consumo del panettone per tutto l&#8217;anno affiancando questo prodotto a diverse ricorrenze come Halloween, San Valentino, la Giornata Internazionale della Donna e addirittura alla Pasqua. Un affronto, quest&#8217;ultimo, che spero non far&#224; nascere un altro filone, quello della destagionalizzazione della colomba! </p><h2>Rischi della destagionalizzazione del panettone</h2><p>Come per le luminarie, anche per il prodotto dolciario c&#8217;&#232; il rischio che si perda l&#8217;accezione festiva affibbiandogli semplicemente l&#8217;etichetta di &#8220;lievitato artigianale&#8221;, ad esempio. Rendere disponibile tutto l&#8217;anno un prodotto come il panettone, infatti, lo depaupera della sua essenza intrinseca svalorizzando il concetto stesso di una specialit&#224; la cui fama &#232; legata a un periodo preciso dell&#8217;anno. </p><p>A questo punto mi potresti far notare che le aziende potrebbero ammortizzare le spese di produzione grazie alla destagionalizzazione del prodotto. Ma anche questo discorso ha dei limiti perch&#233; le aziende, durante il resto dell&#8217;anno, continuano a utilizzare gli stessi macchinari per altre produzioni. E poi &#232; vero che il volume di vendita del prodotto aumenterebbe, ma sicuramente con margini di guadagno pi&#249; bassi e una competizione sul mercato pi&#249; alta, considerando che il panettone andrebbe a scontrarsi con altri lievitati sempre disponibili sul mercato. Mantenere l&#8217;esclusivit&#224; stagionale del panettone, invece, permette alle aziende di avere una redditivit&#224; unitaria maggiore, anche se solo per il periodo natalizio, e lavorare il resto dell&#8217;anno con altre produzioni.</p><p>Avrai capito che mi sta molto a cuore l&#8217;identit&#224; del panettone, e pensa che in realt&#224; non mi piace neanche cos&#236; tanto! Il discorso &#232; che se cediamo alla distribuzione standardizzata di un prodotto, il risultato sar&#224; dimenticarne l&#8217;effettivo valore. Come se Babbo Natale per arrotondare si infilasse l&#8217;infradito e solcasse il cielo su un motoscafo trainato da delfini, per planare nella piscina di qualche famiglia e far arrivare i regali fuori stagione ai bambini buoni. Se si perde l&#8217;attesa delle cose, cosa ci rimane? Solo una manciata di briciole&#8230; di panettone.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://clarapellegrino.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto SPUNTIni! 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